Splendida Terrazza tra Lago e Mare

Splendida Terrazza tra Lago e Mare

Nel 1843, l’etruscologo inglese George Dennis, lungo il suo viaggio nelle terre del Viterbese alla ricerca degli Etruschi, descritto nell’ormai notissimo libro Cities and Cementeries of Etruria (1848), ebbe l’occasione di visitare Valentano e di scrivere brevemente il suo soggiorno in questo centro.

Giunto sul Piazzale posto a Nord, al di fuori della Porta di San Martino, lo scrittore resta sorpreso dallo splendido panorama che circonda il paese e lo descrive come una “splendida terrazza” affacciata sul Lago di Bolsena.

Probabilmente non ebbe il tempo di accorgersene ma se si fosse affacciato dall’altro lato del colle (occasione probabilmente ostacolata a quel tempo dal fatto che la clausura del Monastero di Suore Domenicane non lo consentiva), avrebbe potuto ammirare anche l’altro affascinante spettacolo che segna, verso Sud, la visione del Mar Tirreno: cosicché la sua espressione sarebbe probabilmente stata quella di una “splendida terrazza tra lago e mare”.

In effetti, questo piccolo centro, collocato a 540 metri sul l.m., nella catena dei Volsini, ha tutte le caratteristiche di un luogo “alto, ventoso e freddo”, dall’aria “soavissima, buona e delicata”, tanto decantata fin dai secoli passati.




Vicino al Lago di Bolsena (ad appena 6 km) e non lontano dal Tirreno (30 km), il paese va riscoprendo la sua valenza turistica, segnata da secoli di storia ove i Farnese hanno lasciato tracce indelebili, da monumenti insigni come la Rocca e le numerose Chiese, da tradizioni secolari, tuttora vive e sentite, dalla comunità e dai numerosi villeggianti e ospiti che ormai hanno scelto questo paese come loro soggiorno, specialmente nei mesi estivi, proprio per questo suo essere un luogo collinare tra “lago e mare”.

E non a caso la Regione Lazio ha compreso Valentano fra i centri a prevalente economia turistica.

Un Museo importante e una ricca Biblioteca offrono, con le nuove strutture ricettive (bar, ristoranti, alberghi e agriturismi), motivi di forte richiamo anche perché l’ambiente naturale è ancora integro e racchiude la splendida perla del piccolo lago di Mezzano, geloso custode di villaggi preistorici palafitticoli dell’Età del Bronzo.

I rinvenimenti di splendide ceramiche medievali e rinascimentali (esposte nel Museo) hanno fatto conoscere questo centro al di fuori dei confini nazionali dando al paese “del solco dritto” una notorietà e un prestigio di grande rilievo.

(di Romualdo Luzi)