(di Romualdo Luzi)

Natura, paesaggi, monumenti, arte, tradizioni: è questa la tavolozza dei colori di Valentano.

Lago di Mezzano


Terrazza lago di Bolsena

Chi li vuole scoprire deve affacciarsi, come fece l’archeologo George Dennis nel 1843, dalla “splendida terrazza” di San Martino per comprendere come dall’alto del colle si possa avere l’immagine di un insieme che, tra l’azzurro del lago a levante e quello del mare a meridione, il verde-marrone della fertile campagna, il giallo del tufo, il rosso e il nero del lapillo vulcanico, riesce a farci comprendere l’andare del tempo e il sapore delle stagioni.


Una terra felice in cui la preistoria del lago di Mezzano, “la perla azzurra”, si fonde alla storia classica e a quella medievale dell’antico borgo per divenire Rinascimento splendido con la corte dei Farnese, sino a percepire, nelle tradizioni arcaiche ma ancora vive, il senso del paese e della sua dimensione.


Non si possono narrare disgiuntamente le tante anime di questo borgo antico se non si percorrono le ampie e spaziose vie disegnate da Antonio da Sangallo il Giovane, se non si ammira la Rocca con la vicina Collegiata, ricca di preziosi affreschi e dipinti, se non si vive da “signori” la festa dell’Assunta e il rito del “solco dritto”.


Un paese va scoperto a poco a poco nel suo “insieme”, dall’alba al tramonto, e poi nelle ore notturne, ove il silenzio e lo scintillio delle stelle, riconciliano sonno e sogno.

Questo è il borgo di Valentano che vogliamo farvi conoscere e amare. Sta a Voi accogliere l’invito

 

 

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